Alimentazione: cosa vuole davvero il tuo cervello?

Sappiamo che solo una dieta variata ed equilibrata permette di stare in salute e mantenere sano l’organismo ma ci sono alcuni alimenti che hanno un effetto particolare e specifico per il nostro organo “cardine” il cervello aiutandolo a svolgere le sue funzioni quotidiane e fornire l’energia necessaria.
Di seguito vediamo come acqua, zucchero e caffè possono giocare un ruolo determinante per fornire energia al nostro cervello.
Vi è mai capitato di stare molte ora senza bere oppure in luoghi caldo umidi e soffrire di forte emicrania, senso di annebbiamento e confusione? Il vostro cervello probabilmente era disidratato.

L’acqua infatti è un elemento essenziale per il nostro cervello è la sostanza di cui è composto quasi all’ 80% ed è indispensabile per ogni reazione chimica che avviene al suo interno, infatti per produrre l’energia necessaria affinché avvengano le reazioni chimiche e si e dirami il segnale a tutti gli organi è necessaria la presenza di acqua. Per questo l’indicazione è di a bere almeno 2 l di acqua al giorno.

Ma l’acqua da sola non basta, serve anche lo zucchero: quando il cervello ha bisogno di energia, si basa esclusivamente sul tipo di energia rapida dei carboidrati (gli zuccheri semplici) e in particolare di uno zucchero specifico, il glucosio. Il 99% dell’energia cerebrale deriva dal glucosio in condizioni
fisiologiche normali. Se quindi serve energia aggiuntiva e di rapido utilizzo possiamo affidarci a fonti naturali zuccherine a rapido assorbimento quali miele o lo sciroppo d’acero o frutti zuccherini come i kiwi, l’uva e le prugne o la barbabietola rossa.

Infine un importante aiuto all’attività del nostro cervello arriva dalla caffeina. Quando beviamo un caffè in una manciata di minuti la caffeina arriva al cervello, dove si lega ai recettori che di norma ricevono l’adenosina, una sostanza chimica prodotta dall’organismo che induce sonnolenza. Ecco perché il caffè fa passare temporaneamente la sensazione di stanchezza: agisce come un freno momentaneo all’impulso a dormire, il picco è dopo circa 45-60 minuti, dopo qualche ora il fegato degrada questa sostanza e per questo abbiamo il bisogno di un’altra pausa caffè.
Questi sono solo tre degli innumerevoli composti che giocano un ruolo attivo nella funzione cognitiva e nella memoria e li andremo ad approfondire nei prossimi articoli.


Dott.ssa Giulia Martera
Nutrizionista O1ne Personal Center